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Tassazione delle somme a titolo di transazione intervenuta a seguito di impugnativa del licenziamento illegittimo

La tassazione separata dei redditi di lavoro dipendente e assimilati ha la funzione di correggere il principio generale dell’onnicomprensività del reddito da lavoro dipendente, assoggettato a tassazione ordinaria progressiva, con riferimento a quelle somme maturate durante l’intero arco (o parte) della vita lavorativa del percettore e per alcune fattispecie espressamente individuate dal Legislatore tributario. La Cassazione, con la sentenza n. 11634/2019, interviene sulle modalità di applicazione della tassazione separata nel caso di somme ricevute a seguito di un accordo transattivo stipulato a fronte della rinuncia dell’impugnazione di un licenziamento.

Il Dott. Dario Fiori propone un suo articolo che analizza e approfondisce la tematica fornendo anche una lettura critica della sentenza n. 11634/2019.

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Lavoratori “Impatriati”: Il regime fiscale agevolato per chi rientra in Italia


Tra gli ultimi provvedimenti in materia, il “decreto Crescita”, prevede, a partire dal 2020, la concessione dell’agevolazione per una durata tra i 5 ed i 10 anni ad una platea più ampia, che comprenderà lavoratori dipendenti, autonomi e anche imprenditori. Inoltre, il decreto amplia anche la portata del beneficio: l‘esenzione fiscale per chi trasferisce la propria residenza in Italia sale, infatti, dal 50% al 70%, con un incremento che può giungere fino al 90% in alcuni casi previsti dalla norma. Dopo avere esaminato il dettato normativo e la fase transitoria prevista dal decreto, il Dott. Dario Fiori nell’approfondimento redatto per la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro si sofferma ad analizzare anche due esempi pratici, simulando il risparmio d’imposta fruibile da due lavoratori “impatriati”.

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