Lavoratori impatriati: dichiarazione integrativa non utilizzabile per l’adesione “tardiva”

Il lavoratore impatriato che non abbia formulato richiesta di fruizione del regime fiscale di favore al proprio datore di lavoro, né ne abbia dato evidenza nella relativa dichiarazione dei redditi i cui termini di presentazione risultano scaduti non può presentare una dichiarazione integrativa a favore. E’ quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 33/E del 2020.

Si tratta di una interpretazione dell’Agenzia delle entrate che desta, però, molti dubbi!

A tal riguardo, il dott. Dario Fiori ha pubblicato un approfondimento sul quotidiano IPSOA.

Se desideri ricevere una consulenza in merito all’applicazione del regime degli impatriati contattaci.

Webinar sul regime dei lavoratori impatriati

Condividiamo le locandine di due eventi formativi che vedono la partecipazione come relatore del dott. Dario Fiori sul tema del regime dei lavoratori impatriati.

La consulenza tributaria sull’accesso alle agevolazioni fiscali per coloro che rientrano in Italia dall’estero è una delle aree di specializzazione dello Studio.

Scarica le locandine dei due eventi webinar:

webinar 18 novembre 2020

webinar 24 novembre 2020

Lavoratori “Impatriati”: Il regime fiscale agevolato per chi rientra in Italia


Tra gli ultimi provvedimenti in materia, il “decreto Crescita”, prevede, a partire dal 2020, la concessione dell’agevolazione per una durata tra i 5 ed i 10 anni ad una platea più ampia, che comprenderà lavoratori dipendenti, autonomi e anche imprenditori. Inoltre, il decreto amplia anche la portata del beneficio: l‘esenzione fiscale per chi trasferisce la propria residenza in Italia sale, infatti, dal 50% al 70%, con un incremento che può giungere fino al 90% in alcuni casi previsti dalla norma. Dopo avere esaminato il dettato normativo e la fase transitoria prevista dal decreto, il Dott. Dario Fiori nell’approfondimento redatto per la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro si sofferma ad analizzare anche due esempi pratici, simulando il risparmio d’imposta fruibile da due lavoratori “impatriati”.

Leggi l’approfondimento